giovedì, 03 novembre 2005

 di Giuseppina Paterniti *

Se c’è un male di cui si può parlare per il Tg3,  è quello che normalmente colpisce l’informazione, quello, cioè, di impigrirsi e lasciarsi prendere dalla routine delle notizie che arrivano sulle agenzie. Pochi vanno a cercare, la strada più facile è quella di copiare i giornale on line che hanno al desk giovani colleghi o motori di ricerca che selezionano e impostano articoli velocemente e col copia incolla. Il valore aggiunto di un telegiornale generalista del servizio pubblico, rischia così di essere compresso, solo per la scarsa voglia di confrontarsi con la sfida delle nuove tecnologie. Nuove tecnologie che dovrebbero, viceversa, stimolarci a integrare tra loro gli strumenti a supporto di un approfondimento che richiede competenza e qualificazione. Più che parlare, in questi anni, di censure vere e proprie per il nostro TG, possiamo discutere di priorità delle notizie e anche di inchieste non fatte e di categorie del paese scarsamente rappresentate. Esistono certamente delle difficoltà oggettive, per esempio,  la mancanza di trasparenza delle notizie, la difficoltà di andare al di là degli slogan. C’e’ sempre in agguato il rischio di fermarsi in superficie  e di accontentarsi di un pur garbato copia incolla delle dichiarazioni.

So benissimo che una grande colpa che abbiamo, in generale come informazione, è di non raccontare in profondità la vita reale del paese, per esempio, andando a verificare a distanza di tempo, l’impatto delle decisioni di politica economica sulla vita dei cittadini

Per esempio, come si è redistribuita, in questi anni, la ricchezza in Italia e quale ruolo hanno giocato le riduzioni fiscali nel rafforzamento delle fasce più ricche del Paese? E’ vero che dietro le riduzioni fiscali riconosciute ai soggetti no profit si nasconde anche l’intenzione di favorire le grandi società che creano ad arte delle onlus per non pagare le tasse su una parte sostanziosa degli utili?... E via dicendo… . Questo per dire che al Tg3 il campo può essere arato, ma che oggi per l’informazione, a pochi mesi dalle elezioni politiche, c’è un unico grande problema , perdere di vista la notizia a favore della melassa, dell’inciucio, l’attutire i toni per favorire i grigi, e cioè tutte le ricollocazioni che, tra le pieghe degli affari, trovano alimento e costruiscono trasversalità. Una bella sfida… Due esempi. Due settimane fa il governatore è stato al senato per l’audizione sulla Finanziaria. L’opposizione esce dall’aula. Fatto mai verificatosi in  60 anni di storia repubblicana. Io faccio un casino per impostare il pezzo a partire da questa notizia. Ci fanno anche un titolo. Il giorno dopo il Finantial times, - per citare un giornale straniero autorevole- oltre all’Unità e qualche altro giornale della sinistra, aveva il titolo su questo. Per gli altri era al massimo, nel catenaccio.

Ieri il fondo monetario internazionale ha detto che la finanziaria così com’è non basta, che c’è un rischio deficit nel prossimo anno, che i conti sono poco trasparenti e che ci sono segnali di ripresa dell’economia. Facciamo il titolo sul rafforzamento della finanziaria. Oggi tutti i giornali tranne il Sole 24 Ore titolano sulla ripresa. … Tutto va bene, madama la marchesa. Tutto va bene. Ma il grigio è un colore spaventoso.

La censura, oggi, non è necessariamente la cancellazione di alcune righe di un pezzo, come, per esempio, si faceva 60 anni fa per cancellare la notizia che segnalava dove si trovavano le truppe al fronte. Oggi ha forme più sottili. E’ la prevenzione della notizia, è la dissuasione, lo sconsigliare la trattazione di un tema… ed è il conseguente prendere tempo nelle varie redazioni per lasciare che tutto sfumi. “Stemperare” è la parola d’ordine per lasciare campo libero a trasversalità di potere che puntano al cambiamento perché nulla cambi. Il “gattopardo” insegna.

Per questo, credo, che quello stiamo attraversando sia uno dei periodi più complessi e difficili della storia di questo Paese. Auguri a tutti.  

 

* Redazione economica del Tg3

 

 

 

 

 

postato da: schienadritta alle ore 23:20 | Permalink | commenti
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