lunedì, 14 novembre 2005

di Giovanna Rossiello*

Sabato 12 novembre nella commemorazione per le vittime della strage di Nasiriya è stato negato l'ingresso al Vittoriano ad Adelina Parrillo , compagna di Stefano Rolla. I due  non erano sposati. Dunque la signora  non aveva la dignità di vedova. Il suo dolore non esiste per lo Stato Italiano. Di conseguenza , la signora "Nessuno" non esiste nel tg1 delle venti.Non è sposata quindi non è una notizia .

 

Scelte editoriali. Scelte di rappresentazione di questo paese.

 

 

Anche " l'Avvenire" nell'edizione domenicale -  oltre tutti gli altri giornali - ha dato spazio alla vicenda dell'ingresso negato alla compagna di una delle vittime dell'eccidio. Il tg1 delle 20  no. La signora "Nessuno"  appare di notte nell'edizione del tg di mezzasera e della notte, ma la notizia era già nota il pomeriggio. Quindi la notizia nel complesso delle edizioni del tg1  è stata data, a prescindere dall'edizione, a prescindere dal fatto che la maggior parte degli italiani guarda il tg1 delle 20.

 

 Se si tiene conto di quello che viene trasmesso nel tg1 delle 20 si ha una idea di questo paese  e del mondo non molto completa.

 

Un paese dove i " pacs " suonano come rivendicazioni dei gay più che come il riconoscimento alle coppie di fatto.

 

Un paese dove non si va oltre  lo  slogan "più case per tutti " e non si vedono inchieste su come ci si può permettere una casa con un reddito medio basso.

 

 Un paese dove si registra la rivolta nelle periferie di Parigi ma non si fanno inchieste su come va la vita nelle periferie delle nostre grandi città, a parte il fatto di attaccare o sostenere la politica di Cofferati a Bologna, tanto per citare un caso di questi giorni . Si registra  la posizione del ministro Pisanu che a giorni alterni ci rassicura "da noi non è così" o ci spaventa " sarà presto rivolta anche nelle nostre periferie".

 

Certo, se continuano i tagli alle amministrazioni locali, cioè proprio alle istituzioni che garantiscono sul territorio la coesione sociale, il problema della coesione sociale diventa sempre più  presente nelle nostre periferie. Si citano i  bonus bebè che sanno tanto di assistenzialismo mentre ci si chiede sempre di più se l'Italia sia  ancora un paese per i giovani, un Paese in grado di offrire garanzie a chi comincia a muoversi nel mondo del lavoro con " l'utopia " di mettere su famiglia.

 

Pace, legalità, giustizia, povertà , solidarietà, integrazione sono le notizie  meno visibili nell'informazione di oggi . Eppure tutte queste notizie hanno a che fare con le periferie che scoppiano, con il razzismo, con l'intolleranza, con la disoccupazione.

 

Sono notizie vere che danno fastidio, come, per altri versi,  l'inchiesta di Rainews24 sulla verità del fosforo bianco da parte dell'esercito americano a  Falluja, inchiesta  che la Rai dovrebbe trasmettere in orari accessibili a tutti.

 

 Tutto questo è informazione negata , se ciò che si continua a registrare  è l'anomalia e non la normalità, e la ricerca della verità.

 

Sono scelte editoriali quella di dare quattro righe nel tg delle 20  ai rincari di luce e gas e quella di fare un servizio nel tg delle 20 sulla marcia della Spagna cattolica contro Zapatero per l'ora di religione.

 

Intanto una piccola grande notizia apre nuovi scenari: "Internet sotto tutela Onu". Sfida all'America. E' l'offensiva di un gruppo di paesi guidati da Cina. In un vertice mondiale a Tunisi si discuterà se lasciare nelle mani  americane il dominio di Internet oppure se si è pronti per un Forum internazionale. La libertà d'informazione passa anche da qui?

 

 

* giornalista tg1

postato da: schienadritta alle ore 12:36 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    15 Novembre 2005 - 20:17
 
Il Wsis di Tunisi è il secondo appuntamento organizzato dall'Onu per mettere le mani sulla rete. E in Italia nessuno ne parla...nessun politico, tranne il volenteroso Fiorello Cortiana...figuriamoci i mass-media...
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#2    16 Novembre 2005 - 09:25
 
Scusa se te lo chiedo, Giovanna. Cosa state facendo voi giornalisti Rai (tu lavori addirittura al Tg1) per combattere questa situazione? A parte aprire questo blog (che leggiamo in 4 o 5, credo). La schiena è sicuramente dritta, ma la bocca è o non è imbavagliata? Scusami ancora. Con affetto.
Francesco
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#3    16 Novembre 2005 - 20:28
 
una persona in più che legge e sostiene questo blog. Il servizio pubblico sta vivendo una delle fasi più pericolose e difficile da 30 anni a questa parte. L'informazione poi è sotto sorveglianza. L'idea del blog mi sembra magnifica. Ti seguirò.
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#4    23 Maggio 2006 - 08:03
 
L'unico modo per cambiare in modo radicale il sistema di informazione in Italia è rendere la televisione pubblica indipendente dalla politica...finchè direttori di rete e di testate ci sono uomini politici o terzisti di ogni genre sarà difficile avere una vera informazione nonostante la bontà dell'operato di molti giornalisti...e sono sicuro che con questo governo di sinistra la situazione non cambierà assolutamente...
utente anonimo

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