mercoledì, 16 novembre 2005

di Michele Mezza*

La notizia e’ richiamata fin dalla prima pagina del New York Times di questa mattina: l’ex presidente della Corporation  for Public Broadcasting, l’istuzione incaricata di assicurare la piena indipendenza e autonomia dalla politica e dalla economia delle emittenti radiotelevisive pubbliche, Kenneth Y. Tomlinson, e’ finito sotto inchiesta per aver   piegato la programmazione  delle emittenti che doveva tutelare in favore degli interessi della Casa Bianca.Una vera bomba nel pur frenetico  scenario multimediale statunitense. Un ulteriore segno che la stella di George W Bush e’ molto meno sfavillante di qualche tempo fa.

E’ una vera lezione quella  ci viene dagli Stati uniti per la dignità e  la competività del servizio pubblico radiotelevisivo. E’ segno che la storia non vuole prioprio morire, e che  le nuove talpe scavano con maggiore lena delle precedenti. Raccomandiamo la lettura alla commissione parlamentare di Vigilanza. La vicenda  contiene tutti gli elementi del manuale della perfetta democrazia liberale. Un’istituzione, nata nel cuore della nuova frontiera , a meta degli anni 60, come la Corporation for Public Broadcasting, che viene data in pasto ad un arrivista  del  partito di governo , Il cattivo briga per smussare ogni  critica o autonomia dell’informazione pubblica. Nonostante che , imperi  ancora il partito degli amici, viene messo sotto inchiesta dai servizi ispettivi della sua stessa compagnia, con l’ accusa di aver violato la legge .Addirittura si profila  la minaccia del carcere, altro che censura parlamentare.

Il contenuto non e’ meno suggestivo.L’inchiesta   , durata alcuni mesi, ha infatti accertato che Tomlinson  ha  violato  l’intero corpo giuridico che tutela l’indipedenza della PBS, la televisione pubblica Americana . A cominciare dalla parzialitafilo governativa nella programmazione delle news, all’assunzione di giornalisti  accomodanti con il potere, alla promozione di dirigenti vicini al partito repubblicano. “Con la sua gestione- hanno spiegati, scandalizzati, gli inquirenti americani- la programmazione televisiva e’ diventata un tema da agenda politica “. A parziale giustificazione , lo staf di Tomlinson  ricorda che all’inizio dell’anno c’era stata una grande battaglia  al congresso sul finanziamento del servizio pubblico, fortemente contrastata dai repubblicani. Per ottenere lo stanziamento di  400 milioni di dollari, si fa intendere, l’ex presidente avrebbe cercato di ammorbidire l’opposizione della casa Bianca nei confronti della PBS. Ancora peggio, infierisce il rapporto consegnato dagli ispettori della stessa  Corporation  for Public Broadcasting .Nulla , infatti,puogiustificare lo stravolgimento delle regole: I programmi del servizio pubblico, si afferma nel rapporto con grande enfasi, devono essere creativi, attuali e competitivi, ma soprattutto devono  essere contraddistinti dalla massima obbiettivita  ed equilibrio.Altrimenti, si conclude ,cade la ragion d’essere del servizio.Scorrendo il documento ci si imbatte in una  infinita aneddottica di malversazioni commesse da Tomlinson, quali: programmi  prodotti su misura per giornalisti compiacenti, finanziamenti a strutture clientelari, assunzioni in deroga ai requisiti professionali, imposizioni di dirigenti fidati.Tutti atti che non alimentano la polemica politica ma l’attivitadella magistratura che dovravalutare, leggi sul Comunication Act alla mano  l’entitadelle violazioni e la pena da richiedere.La casa Bianca viene esplicitamente indicate, dagli ispettori che, giova ricordarlo, sono dipedenti pubblici, come il mandante delle malversazioni. E si adombra , oltre che l’ipotesi di violazione della legge sull’indipedenza del servizio pubblico anche  l’inquinamento del mercato televisivo, per I danneggiamenti arrecati ad uno dei competitor, quale la PBS.Cose che accadono davvero solo in .

Due forse I punti di piuimmedita riflessione per il caso italiano : il primo riguarda  la forza di un servizio pubblico considerato, per legge, elemento di equilibrio e di sviluppo dell’intero sistema   , compreso il gigantesco comparto private, nazionale delle comunicazioni;  secondo aspetto  e’ la tutela giuridica dei concetti di autonomia e indipendenza che espone anche il potere politico, perfino nelle sue forme  istituzionali piuestreme, ai rigori di una rivolta civile del sistema. A qualcuno entrombi I concetti possono seggerire qualcosa per  il nostro paese o  dobbiamo segiire gli Usa solo per gli  gli iPod  e le missioni militari  ?

postato da: schienadritta alle ore 17:16 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    17 Novembre 2005 - 18:32
 
al massimo qui, la sera trovo una ninna nanna.
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#2    19 Novembre 2005 - 08:26
 
prego volerci indicare le norme per i concorsi della rai sulle assunzioni come giornalisti.
perchè essendo pubblica DEVE indire concorsi per assumenre gioenalisti.
o ci sono altri metodi?
prego volerci informare a che punto sta la privatizzazione della rai voluta dal popolo italiano mediante referendum.
prego voler visionare art. 21 della costituzione alla riga "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" si chiede perchè per pubblcare un giornale si devev avere un'autorizzazione del tribnale e un giornalista professionista come direttore.
grazie per vostra esauriente risposta.
benito
utente anonimo

#3    23 Novembre 2005 - 16:38
 
yooooooo c'è qualcuno dei giornalisti rai che mi risponde??????
grazie
benito
utente anonimo

#4    25 Novembre 2005 - 12:39
 
L'ultimo concorso è stato fatto nel 92 e ha portato all'assunzione di 50 giornalisti, da allora si procede all'assunzione graduale dei precari, cioè giornalisti impiegati in rubriche con contratti a termine. Strumento che presenta pregi e difetti, la discussione dovrebbe essere ampia e un giorno andrà fatta. Per quanto riguarda la privatizzazione della Rai, basta leggere i giornali: per ora non si è capito cosa ne sarà, l'associazione Schienadritta comunque è radicalmente contraria. Quanto all'articolo 21, leggiti il terzo comma: "Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili".
utente anonimo

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