di Michele Mezza*
La notizia e’ richiamata fin dalla prima pagina del New York Times di questa mattina: l’ex presidente della Corporation for Public Broadcasting, l’istuzione incaricata di assicurare la piena indipendenza e autonomia dalla politica e dalla economia delle emittenti radiotelevisive pubbliche, Kenneth Y. Tomlinson, e’ finito sotto inchiesta per aver piegato la programmazione delle emittenti che doveva tutelare in favore degli interessi della Casa Bianca.Una vera bomba nel pur frenetico scenario multimediale statunitense. Un ulteriore segno che la stella di George W Bush e’ molto meno sfavillante di qualche tempo fa.
E’ una vera lezione quella ci viene dagli Stati uniti per la dignità e la competività
del servizio pubblico radiotelevisivo. E’ segno che la storia non vuole prioprio morire, e che le nuove talpe scavano con maggiore lena delle precedenti. Raccomandiamo la lettura alla commissione parlamentare di Vigilanza. La vicenda contiene tutti gli elementi
del manuale della perfetta democrazia liberale. Un’istituzione, nata nel cuore della nuova frontiera , a meta degli anni 60, come la Corporation for Public Broadcasting, che viene data in pasto ad un arrivista del partito di governo , Il cattivo briga per smussare ogni critica o autonomia dell’informazione pubblica. Nonostante che , imperi ancora il partito degli amici, viene messo sotto inchiesta dai servizi ispettivi della sua stessa compagnia, con l’ accusa di aver violato la legge .Addirittura si profila la minaccia
del carcere, altro che censura parlamentare.
Il contenuto non e’ meno suggestivo.L’inchiesta , durata alcuni mesi, ha infatti accertato che Tomlinson ha violato l’intero corpo giuridico che tutela l’indipedenza della PBS, la televisione pubblica
Americana . A cominciare dalla parzialita’ filo governativa nella programmazione delle news, all’assunzione di giornalisti accomodanti con il potere, alla promozione di dirigenti vicini al partito repubblicano. “Con la sua gestione- hanno spiegati, scandalizzati, gli inquirenti americani- la programmazione televisiva e’ diventata un tema da agenda politica “. A parziale giustificazione , lo staf di Tomlinson ricorda che all’inizio dell’anno c’era stata una grande battaglia al congresso sul finanziamento
del servizio pubblico, fortemente contrastata dai repubblicani. Per ottenere lo stanziamento di 400 milioni di dollari, si fa intendere, l’ex presidente avrebbe cercato di ammorbidire l’opposizione della casa Bianca nei confronti della PBS. Ancora peggio, infierisce il rapporto consegnato dagli ispettori della stessa Corporation for Public Broadcasting .Nulla , infatti,puo’ giustificare lo stravolgimento delle regole: I programmi del servizio pubblico, si afferma nel rapporto con grande enfasi, devono essere creativi, attuali e competitivi, ma soprattutto devono essere contraddistinti dalla massima obbiettivita’ ed equilibrio.Altrimenti, si conclude ,cade la ragion d’essere del servizio.Scorrendo il documento ci si imbatte in una infinita aneddottica di malversazioni commesse da Tomlinson, quali: programmi prodotti su misura per giornalisti compiacenti, finanziamenti a strutture clientelari, assunzioni in deroga ai requisiti professionali, imposizioni di dirigenti fidati.Tutti atti che non alimentano la polemica politica ma l’attivita’ della magistratura che dovra’ valutare, leggi sul Comunication Act alla mano l’entita’ delle violazioni e la pena da richiedere.La casa Bianca viene esplicitamente indicate, dagli ispettori che, giova ricordarlo, sono dipedenti pubblici, come il mandante delle malversazioni. E si adombra , oltre che l’ipotesi di violazione della legge sull’indipedenza del servizio pubblico anche l’inquinamento del mercato televisivo, per I danneggiamenti arrecati ad uno dei competitor, quale la PBS.Cose che accadono davvero solo in .
Due forse I punti di piu’ immedita riflessione per il caso italiano : il primo riguarda la forza di un servizio pubblico considerato, per legge, elemento di equilibrio e di sviluppo dell’intero sistema , compreso il gigantesco comparto private, nazionale delle comunicazioni; secondo aspetto e’ la tutela giuridica dei concetti di autonomia e indipendenza che espone anche il potere politico, perfino nelle sue forme istituzionali piu’ estreme, ai rigori di una rivolta civile del sistema. A qualcuno entrombi I concetti possono seggerire qualcosa per il nostro paese o dobbiamo segiire gli Usa solo per gli gli iPod e le missioni militari ?