venerdì, 27 gennaio 2006

di Giovanna Rossiello

L'esame del contratto di servizio, che definisce la missione di servizio pubblico offre spunti interessanti per elaborare una nuova organizzazione del lavoro. Con una riorganizzazione del lavoro più capillare, in rete e non segmentata come accade oggi, il richiamo alla libertà, al pluralismo, alla obiettività, alla completezza e alla imparzialità e correttezza dell'informazione, e la promozione della cultura, l'istruzione e la garanzia di servizi di utilità sociale - così come scritto nell'articolo 1 del contratto di servizio- possono diventare obiettivi possibili.

Lavorare in rete con il continuo contributo di numerosi interlocutori - fonti  primarie di notizie  diverse dalle Agenzie, ma riconosciuti e riconoscibili  per il lavoro nel territorio - arricchisce di idee e contenuti una informazione che oggi soffre per il fatto che vengono frustrate e spente le "dissomiglianze ". A cominciare  dall'offerta del  Servizio Pubblico.

La scommessa del  Servizio Pubblico è proprio quella di permettere agli  utenti che pagano il canone di  essere sempre più autonomi nella navigazione tra le notizie di maggiore interesse personale. Insomma, per  il singolo utente   dovrà essere sempre più facile organizzare il proprio palinsesto.

Il futuro auspicabile sarà quello di una  Rai in grado di trasmettere informazioni sempre più capillari  prodotte da giornalisti protagonisti e "snodi"  fondamentali della rete di informazioni creata con una miriade di soggetti fonte di notizie .

Il Contratto di Servizio stabilisce i doveri del Servizio Pubblico Radiotelevisivo nei confronti dello Stato e dei cittadini, doveri - a nostro avviso - troppo spesso disattesi nella programmazione Rai.

 Il Contratto  dovrebbe diventare un vero e proprio contratto con i cittadini sull’informazione.

Di violazioni  del Contratto ce ne sono tante. A cominciare dall'impegno "a rispettare e soddisfare le esigenze degli utenti tenendo conto dei diversi orientamenti , opinioni e gusti ". Per non parlare " dell'assicurazione  sulla correttezza dei comportamenti, …….evitando scene o espressioni volgari o di cattivo gusto " come scritto nel Contratto di Servizio.

Il Contratto  prevede anche strumenti di controllo diversi dall' Auditel. Così appare il sistema di "verifica interna" "l'apposito centro d'ascolto" e la commissione paritetica "  della quale si indica la composizione : sei membri di cui due di nomina ministeriale, due di provenienza Rai  e due scelti dal Consiglio Nazionale Utenti , organismo previsto dalla legge istitutiva dell'Authority  sulle comunicazioni.

Non si tratta di auspici ma di prescrizioni vere e proprie:" questi meccanismi vanno avviati  entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente Contratto". Lo stesso articolo 2 prevede la pubblicizzazione di un centro di ascolto. Ma il rapporto con gli utenti non sembra esistere.  Su questo punto  ci sarebbe da lavorare con trasparenza e rigore. Per capire meglio le esigenze dei cittadini forse è necessario utilizzare oltre all'Auditel, gli strumenti a disposizione come il Qualitel, il " misuratore di qualità" dei programmi  percepita dai telespettatori.

Senza scomodare la monarchia inglese, viene da sé un confronto con il sistema di verifica del gradimento dei programmi della Bbc che ha studiato un sistema per coinvolgere i cittadini nell’elaborazione dei programmi con  forum di discussione, gruppi di ascolto che esprimono la loro opinione sulle iniziative editoriali.

Il problema in Italia sta proprio  nella mancanza di controlli e di sanzioni per cambiare rotta ogni volta che è necessario.

La commissione di vigilanza, l'autorità delle telecomunicazioni esistono per questo ma il loro peso reale di controllo è tutto da consolidare . Il controllo sull'applicazione del Contratto di Servizio può aprire la strada ad un nuovo modo di pensare e rispettare  il Servizio Pubblico.

 

 

Anche la Rai potrebbe/dovrebbe  adottare forme di partecipazioni simili a quelle della BBC. Forme di partecipazione sono infatti  previste anche nel nostro Contratto di Servizio, tant'è che per quanto riguarda la stesura di un documento sulla programmazione sociale della Rai era stata creata una Sede di Confronto Permanente tra Rai, Consiglio Nazionale Utenti e, associazioni del Terzo Settore, del volontariato e dei consumatori. L'attuale Contratto invece di rendere più incisiva la collaborazione Rai - Terzo settore l'ha semplicemente cancellata. Tanto che il Forum si è rivolto alla commissione di vigilanza perché difenda l'idea di un Servizio Pubblico capace di dar voce ad una pluralità di soggetti.

Nel Contratto di Servizio della Rai si afferma la missione sociale del servizio pubblico ma bisogna vedere il peso che il sociale ha come strategia informativa nei confronti degli altri settori dell'informazione.

Il Contratto di Servizio scade alla fine del 2005 e oggi più che mai c'è bisogno di iniziative  comuni da parte di tutti coloro che sostengono la necessità di un'informazione pluralista in grado di superare la somma di tante verità parziali che negli anni hanno costruito  l'identità delle tre reti.

Nell’art.1 sta scritto: ” le parti riconoscono quali compiti prioritari del Servizio Pubblico Radiotelevisivo: garantire la libertà , il pluralismo, l’obiettività, la completezza , l’imparzialità  e la correttezza dell’informazione; favorire la crescita civile e il progresso sociale, promuovere la cultura , l’istruzione e la lingua italiana, garantire servizi di utilità sociale.

Visto che  scade nel dicembre 2005, è arrivato il momento  di  coinvolgere alla stesura del nuovo Contratto di Servizio  chi è impegnato tutti i giorni nell'aspro terreno della giustizia sociale, dell'integrazione in ogni parte del mondo dove ci sono situazioni conflittuali. Parlo del mondo dell'associazionismo, della Tavola della Pace, del Forum del Terzo Settore, del Redattore Sociale che più di tutti in questi anni sono stati attenti alla comunicazione sociale prevista dalla mission sociale della Rai .

Nel Contratto di Servizio  attuale sta  scritto che  “ la Rai si impegna ad offrire un’ampia gamma di programmi televisivi, radiofonici e multimediali , diretti alla totalità degli utenti". Ma troppi  in questi anni  sono stati gli appuntamenti mancati con le dirette, con l'informazione  negata , come ci ricorda  uno studio dell'Osservatorio sulle crisi dimenticate - a cura di Medici senza Frontiere e dell'Osservatorio di Pavia - che  denuncia "la sconcertante indifferenza dei Tg italiani  sulla crisi alimentare in Niger: nei mesi di  luglio e agosto 2005 i notiziari di punta hanno dedicato a questa emergenza : 19 minuti contro le undici ore e 35 minuti  dedicati a notizie di gossip e vip, contro le 7 ore e 22 minuti dedicati al delitto di Brescia .

Ecco credo che  garantire la presenza,  nella Sede di Confronto di Torino,  dei rappresentanti della  Tavola per la Pace e del Forum del Terzo Settore, del Redattore Sociale, - per citare i protagonisti più importanti delle realtà associative impegnate socialmente nel territorio - per le istanze che affrontano , possa essere un contributo essenziale al nuovo Contratto di Servizio  della Rai e la garanzia che questo sia applicato con lealtà nei confronti dei cittadini.

 

 

Una cosa sono le gare di solidarietà per raccogliere fondi nel caso di emergenze, un 'altra cosa è l'informazione per costruire una cultura della solidarietà, della partecipazione, per dare cittadinanza ai nuovi e vecchi diritti che stanno cambiando l'Europa e il mondo.

Tornando alle  contraddizioni nel Contratto di Servizio l'articolo 6 riguarda la tutela dello sviluppo psichico , fisico e morale dei minori non solo nella fascia oraria dedicata a loro , ma anche negli spazi di "visione familiare" tra le 7 e le 22,30. Ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che la pubblicità infarcisce i programmi dedicati ai bambini e ragazzi. E' una pubblicità a loro misura ma per questo inquietante. Ci si preoccupa della pornografia che minaccia le menti dei nostri bambini ma non ci si accorge che i nostri bambini  assorbono quantità sterminate di un'altra pornografia che è la pubblicità che li trasforma in consumatori e distorce ogni idea del bene comune, e distorce le scale dei valori della vita.

In futuro molto può cambiare. Da qui la spinta anche per un cambiamento in Rai.

 

postato da: schienadritta alle ore 17:32 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    23 Maggio 2006 - 23:47
 
Gentili signori,
scusatemi l' OT, ma vi scrivo per informarvi che le vicende degli attentati dell'11 Settembre
erano state già descritte in maniera particolareggiata in un romanzo scritto
da Janet e Chris Morris, intitolato "La guerra dei quaranta minuti" (I
edizione USA 1984 - I edizione italiana: Urania 1033 del 12/10/1986).
Entrambi sono consulenti del Ministero della Difesa USA, ricoprono diverse
cariche governative, e sono impiegati in ricerche sul controllo mentale
delle masse fin dalla caduta del muro di Berlino.
SARA' UN CASO? IO NON CREDO!
Inoltre sempre gli stessi si occupano commercialmente di "armi non letali",
proprio quelle di cui si parla in questi giorni, le quali vengono impiegate
in IRAQ.
Se volete saperne di più date un occhiata al mio blog, leggete con
attenzione la notizia e diffondetela.
La notizi riportata sul mio blog è il frutto di una mia ricerca personale, e
NON di qualcosa "orecchiato" dal web
Il blog è:

http://innovariblog.splinder.com/

Siete liberi di utilizzare le mie ricerche o di ampliarle (magari citatemi
e/o linkatemi).
Insomma... voi che voi che (forse) avete mezzi maggiori dei miei, INDAGHIATE
SU DI LORO!
Grazie in anticipo.

Un saluto,
INNOVARI Retrofuturo
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#2    01 Agosto 2007 - 16:16
 
http://prekarity.splinder.com/
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